Non è facile per il sottoscritto parlare di un album come Elegy vista l'importanza avuta nella mia vita. Era il lontano 1996 quando per la prima volta mi capitò di vedere il videoclip di Against Widows, fui quasi rapito da quell'incedere folkloristico guidato dalle chitarre di Esa Holopainen e Tomi Koivusaari, un growl potente per quei tempi, ma non troppo aggressivo, poi il cantato pulito Pasi Koskinen, così sgraziato da risultare bello alle mie orecchie. Cosi, dopo aver racimolato i soldi, mi recai in un (ai tempi) famoso negozio al centro di Roma dove era possibile ascoltare i dischi prima di aquistarli... Fu amore a primo ascolto. Parte a bomba il riff di Better Unborn, un pezzo così avanti da unire influenze orientaleggianti, folk metal e rimandi seventies. Dopo la già citata Against Widows arriva The Orphan un pezzo che rallenta i ritmi, ma non il pathos e l'epicità che qui è padrona. I testi come sempre ispirati ai racconti tradizionali finlandesi compilati nelle Kanteletar. Si passa poi a On Rich and Poor, dove si viene spazzati via da un folk metal veloce e contagioso con quel sempre presente sapore progressivo. E' il momento di quello che secondo me è il pezzo più bello dell'intero disco e sicuramente uno dei più belli mai composti dagli Amorphis in tutta la carriera. My Kantele è un capolavoro, una canzone perfetta per una tempesta di neve prima della battaglia, con un ritornello che si pianta in testa e non esce più, bellissima le atmosfere e gli assoli del creati dal tastierista Santeri Kallio...una pezzo stupendo. Si continua con Cares.. un riff potente apre accompagnato dal growl Tomi Koivusaari, per poi sfociare in una danza folk fino all'elettronica, un gran pezzo. E' la volta poi di Song of The Touble One, il pezzo a mio avviso più debole del lotto, è sicuramente una canzone buona, ben suonata, ma che a me trasmette poco, un metal epico, folk e veloce. Weeper on the Shore è veramente bella, il folk è sempre presente in dose massiccia, ma mai banale, si alternano parti potenti ad altre sempre più evocatuve. La title track è probabilmente il momento più intimista, un piano forte accompagna la voce di Koskinen che insieme ci spingono all'esplosivo ritornello. Trova spazio anche il growl nella parte centrale, da li in poi una crescita progressiva con gli assoli di tastiera di settantiana memoria ci deliziano accompagnati da un muro di chitarre notevole. Relief è uno strumentale folk metal sparato in faccia veloce, dove tastiere e chitarre si intrecciano in bellissimi fraseggi sorretti da una sezione ritmica eccellente. Alla fine di questo viaggio nelle lande innevate della Finlandia c'è la versione acustica di My Kantele . C'è veramente bisogno che vi descriva la bellezza di questo riadattamento? Emozionante mi piace ascoltarla davanti al camino quando fuori piove o nevica. Elegy non è un disco perfetto, magari ancora un pò acerbo, ma è un tripudio di emozioni, di amore verso la natura, verso la propria terra....c'è solo una parola per descriverlo...EMOZIONANTE

